Il Salone dell'auto di Francoforte

Il salone di Francoforte ha una storia singolare che merita di essere raccontata. Eccola, divisa capitolo per capitolo.

1900
Verso la fine dello scorso secolo l’ automobile fece breccia nei cuori della conservatrice nobiltà tedesca e fu subito amore a prima vista. La prime esposizioni si tennero a Berlino con regolarità dal 1897 al 1911. Anche il “Kaiserliche Automobil Club”divenne un punto d’incontro tra nobili eccentrici,borghesia progressista e industriali. L’ industria automobilistica tedesca si espanse a macchia d’olio nel giro di pochi anni e già nel 1912 annoverava 124 aziende e 36.000 addetti nel settore. Un brusco arresto a tanti anni di progresso venne dallo scoppio del primo conflitto mondiale che costrinse l’ industria automobilistica a dirottare la produzione sulla meccanica di precisione e sui veicoli militari per contribuire allo sforzo bellico.

1921-1926
Le ferite lasciate dalla guerra erano ancora troppo profonde e per parlare di ripresa del settore si deve aspettare il 1921 perché il salone dell ‘automobile di Berlino possa tornare a svolgersi regolarmente. Il 1921 sembrò segnare una rinascita per l’ industria automobilistica tedesca: 90 nuove auto e 49 camion tra cui i nuovi diesel vennero presentati sul palcoscenico del primo salone post-bellico. Lo spirito ottimistico che regnava in quegli anni fu spazzato via dal clima di instabilità politico e dalla terribile crisi economica che colpì la Germania nel 1923 portando l’inflazione a livelli record. L’ automobile divenne qualcosa in più di un semplice lusso e la stessa industria fu messa in ginocchio dalla tenaglia economica che si stringeva sulla Germania in quegli anni. Il rigido controllo alleato sull ‘economia tedesca vietava ai produttori di esportare i lori modelli fuori dalle mura domestiche e di prendere parte ad esposizioni straniere.Anche gli altri produttori europei si guardavano bene dall’ introdurre i loro veicoli in territorio “nemico”. Bisognava aspettare il 1926 perché la Germania potesse essere ammessa a pieno titolo alla Associazione Internazionale Produttori Automobilistici, che significava vendere i propri prodotti fuori dalla frontiera e partecipare alla varie kermesse in giro per l’Europa.

1927
I progressi tecnici continuavano e proprio in quegli anni ci fu l’ introduzione del tergicristallo elettrico, l’utilizzazione del processo di cromatura di parti del motore per renderle più resistenti alle alte temperature e l’introduzione dei parafanghi. Ma all’ orizzonte si intravedevano le nubi nere della grande crisi economica che si abbatté come un flagello non solo sulla precaria economia tedesca ma con ripercussioni pesantissime in tutto il mondo. Il Salone di Berlino fu ugualmente organizzato nel 1931 in uno scenario di desolante crisi in cui era dura concludere affari.

1939
Dopo l ‘avvento al potere di Hitler (1933) l’industria tedesca aveva ricominciato a girare a pieno ritmo per realizzare i piani di riarmo previsti dai nazisti. Sei mesi prima dello scoppio del conflitto che sconvolse il mondo veniva presentata al salone di Berlino la Volkswagen Maggiolino l’auto del popolo come dice il nome che ha lasciato una traccia indelebile nella storia dell’ultimo secolo. La guerra distrusse gli impianti di produzione di automobili non solo in Germania e negli anni che seguirono fu solamente grazie all’improvvisazione e all’approvvigionamento di materiale di scarto che la produzione riprese più forte che mai.

Dopoguerra
Nel 1946 viene fondata l’associazione dei i produttori automobilistici tedeschi ma bisognava aspettare fino al 1950 per vedere un'altra esposizione in una Berlino divisa in quattro zone d’occupazione dagli alleati. La ripresa dell’ economia tedesca stava partendo e si decise di spostare l’ auto show a Francoforte nel 1951 visto che a Berlino si viveva in un clima di piena guerra fredda L’ appuntamento era fissato ogni due anni. Negli anni successivi la produzione di automobili tedesche aveva già sorpassato quella della Francia e dell’Inghilterra Nel 1956 ricorreva il settantesimo compleanno dell ‘automobile e in Germania veniva sentito in maniera particolare dopo che la produzione era raddoppiata rispetto al 1949 e gli addetti nel settore passavano a 302.000. La Germania era ora il secondo produttore di automobili del mondo dopo gli Usa e circa un veicolo su due veniva venduto all ‘estero. Il trentottesimo salone di Francoforte veniva visitato da 780.000 persone una cifra destinata gonfiarsi nel corso delle successive edizioni.

1961
Il Boom economico degli anni 50 aveva permesso la diffusione di massa dell’ auto che poi avrebbe toccato l’apice nel corso del decennio successivo. Nel 1961 alla 40 edizione del salone erano accorsi 950.000 visitatori da tutto il mondo, un record di presenze che non riuscì ad essere battuto fino al 1977 Le novità erano tutte concentrate sul fattore sicurezza, novità assoluta era quella della cintura che doveva proteggere il conducente finora troppo abbandonato al suo destino in caso di incidenti. Chiaramente si trattava di un costoso optional. Ma le luci erano anche puntate su un ‘altra rivoluzionaria novità : la pompa di benzina self-service.

1965
Nel 1963 era la volta dell’ autoradio rimovibile al salone mal’attenzione dei visitatori era rivolta verso auto dai colori sempre più chiari, come beige, crema, azzurrino. Alla edizione seguente nel 1965 (42esima edizione) destò sconcerto la presentazione di auto giapponesi dando il via ad una competizione dai toni aspri commerciale nel settore automobilistico protrattasi diversi anni. Una vera mazzata sulla produzione di auto tedesca sembrò arrivare nel 1967 quando il ministro del Commercio Schiller espose i piani di risanamento della rete ferroviaria tedesca che avrebbero comportato una limitazione effettiva nella costruzione di strade e autostrade. Fortunatamente per l’ industria tedesca i suoi progetti non trovarono che una limitata applicazione e così nel 1969 si entrava nell’era della tecnologia avanzata con la presentazione di sportive coupè ad iniezione elettronica con parti di plastica e fibra di vetro. Ricerca e Sviluppo venivano per la prima volta orientati nel risparmio energetico e sulla riduzione delle emissioni di scarico. Un primordiale computer che elencava le auto presenti al salone rappresentava una delle principali attrazioni tanto che quello del 1969 venne definito come il Salone del Progresso. Gli anni successivi vennero caratterizzati da un periodo di recessione economica mondiale e da un forte riduzione dei consumi energetici causata dall’innalzamento del prezzo del greggio. Tutto questo portò all’annullamento dell’ edizione del 1971.

Fino ad Oggi
Il 1989 è un anno memorabile per il Salone di Francoforte che registra presenze per oltre un milione di visitatori Ma è un anno memorabile anche per la Germania che vede finalmente sbriciolarsi il muro che la divideva dai fratelli dell’est L’ afflusso crescente di visitatori ha costretto l’organizzazione a dividere l’ evento in due appuntamenti : il primo per le auto di serie, il secondo per il veicolo commerciale . Dal 1993 gli organizzatori hanno deciso di aggiungere anche le due ruote alla kermesse La cinquantottesima ed ultima edizione dell’auto Show più importante d’Europa visto ancora una volta incrementare il numero di espositori e di visitatori in uno scenario dominato dalle innovazioni tecnologiche. Anche quest’anno gli ingredienti ci sono tutti per riproporre la solita ricetta vincente.

Autore: Daniele Sparisci
Fonte: Kwmotori.kataweb.it